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27-02-2012 | 18:30:55
Ospitato da 10 anni nella sede del Comites

Italiani in Germania, Hannover: Comitato Assistenza Italiana (CAI) chiude per mancanza di fondi

Tutti gli atti del CAI verranno ora portati al Consolato che provvederà a trattenere i raccoglitori degli ultimi 5 anni mentre tutto il resto verrà distrutto



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"Una pagina di storia italiana ad Hannover, fatta di onestà e trasparenza chiude le porte per mancanza di contributi da parte del nostro Governo". Così Giuseppe Scigliano, presidente del Comites di Hannover, sintetizza quanto successo sabato scorso, giorno in cui ha definitivamente cessato di esistere il Comitato Assistenza Italiana, associazione, ricorda Scigliano, "che da vecchissima data ha aiutato gli italiani indigenti di tutta la circoscrizione".
 
Ospitato da 10 anni nella sede del Comites, il CAI si è riunito sanato scorso proprio per stabilire lo scioglimento dell'associazione. "Come risaputo, - spiega Scigliano – da due anni il Governo ha deciso di tagliare i fondi del capitolo "assistenza indiretta", destinati alle associazioni che operano in Europa. Una scelta politica ben precisa che non lascia intravedere nessun contributo per il futuro per cui la maggioranza dei membri dell'Assemblea ha deciso di sciogliere questo organismo. In tutti questi anni ottima è sempre stata la Gestione e tutto è stato distribuito con onestà. Nessun costo tranne il mantenimento del Conto Bancario (nessuna copertura dei costi per i membri, nessun pagamento di affitto al Comites che ha ospitato gratuitamente il comitato), tutto è stato basato sul volontariato puro".
 
Il Presidente uscente Vitallina Marx, impiegata presso la Caritas di Hannover, ha ringraziato tutti i presenti ma anche gli assenti per il lavoro svolto gratuitamente in tutti questi anni, ringraziando il Comites per aver ospitato negli ultimi 10 anni il Comitato senza il pagamento dell'affitto. Da parte sua il Presidente Scigliano ha ringraziato la presidente Marx ed il tesoriere Francesco Purrello "per il pregiato lavoro trasparente al massimo e portato avanti con onestà e sensibilità senza favoritismi ma tenendo in considerazione il principio dell'uguaglianza".
 
In tanti hanno contribuito negli ultimi trenta anni a portare avanti questa associazione. Tra loro, ma solo per citarne alcuni, Padre Anastasio, Gianfranco Bonaldi, la signora Müller, Enzo Iacovozzi, Giuliano Micheli, Nino Nicolosi, Angelo De Mitri, Santo Vitellaro, Claudio Provenzano, Elena Sanfilippo, Rosario Frattallone, Luigi Gallinaro, Salvatore Sciampagna, Gaetano Marzurco e lo stesso Giuseppe Scigliano che è stato per diversi anni il Presidente di questa associazione.
 
Tutti gli atti del CAI verranno ora portati al Consolato che provvederà a trattenere i raccoglitori degli ultimi 5 anni mentre tutto il resto verrà distrutto.
 
"Addio C.A.I, hai fatto il tuo corso, i soldi purtroppo servono altrove, in altri settori. I poveri – conclude, amareggiato e critico, Scigliano – purtroppo non hanno mai avuto una lobby e sono visti come un peso che nessuno vuole avere".



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