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28-01-2012 | 11:35:45
L'INTERVISTA

Governo: Clini, se mi obbligano a lasciare il parco mi dimetto

'Quando sono stato scelto per la presidenza del Parco, ad agosto dell'anno scorso, ero gia' direttore generale del ministero dell'Ambiente. E da subito ho deciso di rinunciare alla mia retribuzione'



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'Mi sono autosospeso dalla presidenza e non esiste alcuna possibilita', nemmeno remota, che la mia carica di ministro possa incidere sulla gestione dell'Area Science Park'. Cosi', intervistato dal quotidiano 'La Repubblica', il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ribadisce di non volersi dimettere dalla presidenza del Parco di Trieste e auspica un parere favorevole dell'Antitrust sul doppio incarico. Se pero' l'Antitrust dovesse dare parere negativo, dice, 'non e' detto che scelga di restare ministro'.

'Quando sono stato scelto per la presidenza del Parco, ad agosto dell'anno scorso, ero gia' direttore generale del ministero dell'Ambiente. E da subito - spiega - ho deciso di rinunciare alla mia retribuzione'. Questo incarico, prosegue, 'mi piace, riguarda tematiche su cui mi sono impegnato per buona parte della mia vita. Non sto parlando della gestione di una banca o dell'Eni, ma di un Parco che si occupa di trasferimento tecnologico, non ha rilievo economico e non conta nulla in termini di potere. Quell'ente non ha alcun valore aggiunto importante dal punto di vista finanziario. Spero di poter tornare a fare quel lavoro, una volta terminata l'esperienza di governo, semplicemente perche' si tratta di temi che mi appassionano'. D'altronde, spiega ancora, 'siamo ministri tecnici e questo vuol dire che siamo stati scelti in base a una competenza e a una responsabilita' tecnica di cui siamo titolari' quindi 'non vedo perche' al termine dell'esperienza di governo dovremmo rinunciare a quella responsabilita' tecnica che e' il vero motivo per cui siamo stati scelti'. Infine, una parola sull'esecutivo: 'Ce l'hanno detto in tutte le salse, ce l'hanno scritto anche sul cuscino che siamo un governo a termine. E' ovvio che speriamo di arrivare alla primavera del 2013, pero' devo dire che stiamo cercando di fare tutto molto in fretta. Non e' la paura che ci caccino, non e' quello il punto. Il motivo e' che le cose da fare per il paese sono davvero molte'.



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