Argentina, si aggrava l’esodo delle imprese straniere

Elevati costi della manodopera, scioperi, bassa produttivita’, leggi sul lavoro inflessibili che non consentono all’attivita’ di adattarsi alle dinamiche di mercato; e ancora conflittualita’, eccessiva pressione fiscale, iperinflazione, un dollaro che non aiuta, difficolta’ ad importare ed esportare alcuni prodotti: questi, scrive il quotidiano "La Nation", alcuni dei motivi per cui diverse imprese con apporto di capitale straniero hanno disinvestito in Argentina negli ultimi due anni e continuano a farlo.

Non aiutano nemmeno alcune iniziative del governo di Buenos Aires che influenzano direttamente la gestione delle imprese, come la riforma della legge sull’approvvigionamento, che ha ricevuto l’approvazione preliminare in Senato mercoledi’ scorso, o la legge anti-terrorismo. Secondo il Global Innovation Index 2014 l’Argentina e’ al 124mo posto tra 143 paesi alla voce "clima imprenditoriale", alle spalle di Cile (62mo), Uruguay (68mo) e Peru’ (72mo).

Secondo l’ultimo rapporto della consulente Tendencias Economicas, gli investimenti esteri diretti in Argentina sono diminuiti del 25 per cento annuo nel 2013 e "questa tendenza e’ dovuta soprattutto alle restrizioni in materia di accesso alle valute estere attuata nel 2011". Tuttavia, riferisce la stampa argentina, la Banca centrale (Bcra) lancera’ questo mese un currency swap con la Cina al fine di rafforzare le proprie riserve e ottenere un’iniezione di 11 miliardi di dollari in valuta cinese.

Il primo pagamento dovrebbe essere di circa 1 miliardo, da effettuarsi entro la fine di quest’anno. A questo scopo, il presidente della Bcra, Juan Carlos Fabrega, ha incontrato il capo della Banca popolare cinese, Zhou Xiaochuan. L’incontro ha avuto luogo nel quadro della riunione bimestrale della Banca dei Regolamenti Internazionali a Basilea (Svizzera). Di fronte all’iniezione di valuta estera, scrive "La Nation", le autorita’ argentine potranno prendere due strade: convertirla in dollari sui mercati di Hong Kong o Londra o mantenere una parte di yuan come parte delle riserve; una strada, quest’ultima, intrapresa nella regione sudamericana dalle banche centrali del Cile e della Bolivia. Xiaochuan ha colto l’occasione per ribadire il proprio sostegno nei confronti dell’Argentina nella controversia ancora in corso con i fondi avvoltoio presso i tribunali di New York.