Area Popolare, è scontro: ecco che succede

Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini (S) con il segretario del Pdl Angelino Alfano durante la festa del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Citta' del Vaticano nella ricorrenza della festa del patrono San Michele Arcangelo oggi 29 settembre 2011 in Vaticano. ANSA / ETTORE FERRARI

E’ scontro all’interno di Area Popolare. Udc e Ncd sono ai ferri corti e il gruppo parlamentare al Senato rischia nuove uscite, creando non pochi malumori nella risicata maggioranza di Palazzo Madama. Dopo le dimissioni di Renato Schifani da capogruppo al Senato, Angelino Alfano e’ corso ai ripari: i senatori hanno eletto "per acclamazione" Laura Bianconi nuova capogruppo. Un tentativo per ricompattare immediatamente i ranghi.

Tra i centristi sono tanti i punti di rottura. L’Udc lamenta una "sotto-rappresentanza" nel governo rispetto ai colleghi di Ncd; tra gli stessi senatori del Nuovo Centrodestra c’e’ una spaccatura interna tra chi, come Sacconi e Formigoni, chiede una virata a destra e chi, come la Chiavaroli o lo stesso Marino, auspicano un ulteriore avvicinamento a Renzi. I senatori Di Biagio e De Poli, seppur giustificati, non hanno partecipato alle votazioni del nuovo capogruppo. Anche Pier Ferdinando Casini non ha partecipato all’elezione della Bianconi ma sostiene le posizioni filo-governative. Sulla posizione di Schifani sarebbero i senatori Azzollini ed Esposito. Ma il malcontento sarebbe generale.

A riaccendere i malumori interni, in ogni caso, sono state le dimissioni annunciate ieri da Schifani. L’ex fedelissimo di Berlusconi anche oggi e’ tornato a criticare Angelino Alfano, colpevole di aver "assunto una posizione eccessivamente filo-governativa" ed essersi appiattito sulla sinistra. L’ex presidente del Senato si dice pronto anche a dialogare con Matteo Salvini. E’ evidente che le sue intenzioni divergono da quelle di Alfano. Che però non appare preoccupato ma e’ attento a ricompattare i suoi per evitare sorprese. L’obiettivo – spiega chi gli e’ vicino – sarebbe arrivare all’approvazione del referendum per poi fare un check all’esecutivo e modificare l’Italicum con l’inserimento del premio di maggioranza per la coalizione e non piu’ per il partito: una soluzione – viene spiegato – che potrebbe far rientrare molte posizioni critiche.

Da fuori, in realtà, si ha come l’impressione che gli uomini di Alfano e Casini, e gli stessi leader di Ncd e Udc, stiano cercando semplicemente di sopravvivere ed evitare il loro funerale politico. Ma forse ci sbagliamo.

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