Annuncio choc di un prete in chiesa, diventerò papà

Bride and groom holding hands on a walk away

Annuncia che presto diventera’ papa’, e lo dice ai suoi fedeli dopo l’ultima omelia. E’ successo domenica scorsa nella chiesa di San Lorenzo, a Xitta, una piccola frazione alle porte di Trapani, dove don Vito Lombardo, 33 anni, ha fatto outing lasciando i fedeli di stucco: ‘Carissimi parrocchiani – ha detto il sacerdote dopo aver pronunciato ‘Ite missa est’ – questa e’ l’ultima messa che celebro, mi sono innamorato e la mia ragazza aspetta un bambino’.

Il parroco da mesi aveva una relazione segreta con una giovane insegnante di Marsala, che adesso e’ al quinto mese di gravidanza. Cosi’ don Vito ha deciso di assumersi le proprie responsabilita’, annunciando il lieto evento ancor prima di fare la richiesta di dispensa alla Santa Sede. Vuole sposarsi don Vito, ma la risposta dal Vaticano non e’ ancora arrivata e nel frattempo il parroco si e’ autosospeso e ha fatto ritorno alla sua citta’, Alcamo.
Don Vito, appassionato di storia dell’arte e curatore di parecchie mostre sul sacro, ha insegnato religione ai ragazzi del liceo scientifico ‘Fardella’ di Trapani e anche tecniche pittoriche all’Accademia di belle arti ‘Kandivskji’ della stessa citta’. La sua futura moglie, che avrebbe 29 anni, l’ha conosciuta nei corridoi della scuola.

Il prete, senza tradire alcun imbarazzo, ha parlato ai fedeli di una ‘scelta coerente’, spiegando di non poter fare diversamente: ‘Sono innamorato’, ha spiegato; e i frastornati fedeli sono gia’ divisi sulla sua decisione. C’e’ chi non ha perso tempo per manifestare, con qualche commozione, vicinanza al sacerdote; e chi ha preso subito le distanze, girando le spalle a don Vito e alla parrocchia, gia’ provata da un altro scandalo: la diocesi solo poco tempo fa era stata costretta a ‘licenziare’ l’ex prete di Xitta, Nino Treppiedi, sostituito proprio da don Vito.

Ma la vicenda di Treppiedi non ha nulla a che fare con storie rosa: il parroco era stato rimosso meno di un anno fa dal Vaticano, in seguito a uno scandalo che si era abbattuto sulla diocesi di Trapani, allora guidata dal vescovo Francesco Micciche’, e che riguardava presunti ammanchi di denaro dalle casse delle fondazioni Auxilium e Campanile, gestite dalla curia.

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