Ancora terrore in Francia, due soldati dell’Isis sgozzano parroco in chiesa

Ancora terrore in Francia, ad appena due settimane dalla strage di Nizza il 14 luglio. Due uomini armati di coltelli hanno fatto irruzione questa mattina in una chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, ed hanno ucciso il parroco – sgozzandolo – dopo averlo preso in ostaggio insieme a due suore e due fedeli. Le teste di cuoio hanno dato l’assalto alla chiesa "neutralizzando" i due uomini (un agente sarebbe rimasto ferito nel blitz) e gli inquirenti stanno cercando di far luce su questo ennesimo episodio di violenza mentre la Francia si trova ancora in stato di emergenza, che durerà fino al gennaio dell’anno prossimo.

L’attacco è stato rivendicato dall’Isis: "Gli autori dell’attacco alla chiesa nella Normandia in Francia sono due soldati dello Stato Islamico che hanno eseguito l’operazione in risposta agli appelli di prendere di mira l’alleanza crociata", recita il testo della rivendicazione.

Attaccando la chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray i terroristi hanno anche colpito i luoghi d’infanzia del presidente Francois Hollande, nato il 12 agosto del 1954 a Rouen, appena dieci chilometri dalla zona del massacro.

Il presidente francese, che ha incontrato i familiari del sacerdote assassinato dai sequestratori e i superstiti, ha espresso il proprio "dolore profondo" e "la volonta’ di comprendere che cosa e’ accaduto e puo’ ancora accadere". Ha ringraziato tra gli altri le forze dell’ordine, che hanno salvato alcuni ostaggi ed "evitato un bilancio peggiore", cosi’ come i vigili del fuoco e i servizi di soccorso che "con il loro rapido intervento hanno portato via i feriti". Quindi ha annunciato l’immediato affidamento delle indagini alla Procura Nazionale Anti-Terrorismo. "I francesi debbono prendere coscienza del fatto che i terroristi non rinunceranno a nulla finche’ non li avremo fermati, e che questa e’ la nostra volonta’. Debbono sapere che sono minacciati. Non solo il nostro Paese, anche la Germania", ha ricordato. "E’ nella coesione la nostra forza".

L’Isis "ci ha dichiarato la guerra, vuole dividerci", ha continuato Hollande tornando a chiedere alla nazione – proprio come dopo il massacro di dieci giorni fa a Nizza – di reagire in modo unito e compatto di fronte alla barbarie, anche se gia’ si riaccendono le critiche impietose dell’opposizione contro l’inadeguatezza delle misure del governo per fermare il terrorismo.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso al presidente francese Francois Hollande tutta la vicinanza e solidarieta’ sua e del governo "di fronte all’assurdo episodio di odio avvenuto in Normandia".

Uno dei due assalitori di Saint-Etienne-de-Rouvray era stato condannato nel 2015 per un tentativo di arruolamento nella jihad in Siria. Non ci riusci’ e venne fermato alla frontiera turca: e’ quanto riferiscono fonti di polizia citate da diversi media francesi. "Era stato liberato e posto sotto sorveglianza con il braccialetto elettronico. La procura antiterrorismo aveva fatto appello contro questa decisione". Informazioni che devono ancora trovare l’ufficiale conferma delle autorita’ francesi.

GENTILONI Nessuno può sentirsi "immune"dalla minaccia del terrorismo e per questo è "molto importante" predisporsi verso un atteggiamento di "coesione e saldezza nazionale" nel fronteggiare gli attacchi dello Stato Islamico. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni riferendo davanti alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato sul ruolo dell’Italia, alla luce dei recenti attentati terroristici.

ALFANO Nell’azione di prevenzione o di repressione del terrorismo siamo sempre ‘sul pezzo’ e ci siamo senza mai un attimo di rilassamento". E’ quanto assicura il ministro dell’Interno Angelino Alfano, nel corso del programma ‘Radio Anch’io’ su Radio Rai Uno. "Non diciamo agli italiani di non aver paura, perché non possiamo dire di essere a rischio zero – premette il titolare del Viminale – Ma gli italiani possono stare certi che giorno e notte c’è chi lavora per rendere il nostro Paese sempre più sicuro e che dal ministro dell’Interno al capo della Polizia a tutta la filiera della sicurezza, in Italia non staccano mai il telefonino e non staccano mai la loro attenzione, rispetto a quello che c’è da fare e che stiamo già facendo".

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