Anche la sinistra di Renzi si inchina alle toghe rosse – di Leonardo Cecca

Venerdì 29 agosto c’è stata finalmente la tanto attesa riunione del Consiglio dei Ministri e tra le tante, ma in verità pochine cose decise, pare chiaro ed inequivocabile che la sinistra è succube, come non mai, della magistratura. Sicuramente a mo’ di paravento e per non esporsi troppo è stato fatto il d.l. sulla responsabilità civile dei giudici, ma indiretta. Cioè il cittadino che si crede vittima potrà chiedere i danni allo stato che a sua volta potrà rivalersi sul magistrato che ha sbagliato fino ad un massimo pari alla metà del suo stipendio annuo. Ci voleva proprio il governo Renzi per architettare questa "zingarata".

Tortuosità a parte, mi sembra proprio una presa in giro, in quanto non vedo alcun motivo perchè tutti debbano pagare direttamente e totalmente i danni prodotti mentre per i magistrati si debbano seguire iter farraginosi e di comodo che "possono" anche dar luogo a "scappatoie" poco simpatiche. Vabbè, sappiamo che la sinistra è ormai succube della magistratura ed eloquente dimostrazione c’è stata anche il 29 aprile quando la commissione giustizia del Senato ha approvato l’emendamento presentato dal m5s che cancella l’introduzione della responsabilità civile per i magistrati, ed i politici artefici di tale immoralità, tronfi, hanno tuonato: "sono state soppresse le norme che minavano l’indipendenza della magistratura nel nostro Paese". Boiata maggiore non potevano dirla.

Non riesco a capire come si possa concepire che per essere indipendenti non bisogna essere responsabili. Nel mio piccolo mi viene da dare un consiglio sia all’esecutivo sia a quella sinistra che appena sente parlare di magistratura si genuflette: quando ci sono i saldi fate un salto in qualche magazzino e fare incetta di cinture e di straccali in modo da evitare lo sconcio di andare in giro con le brache a metà. Inoltre se avete tempo, serietà, moralità, senso del dovere e dello Stato, spiegate a tutti i cittadini perchè queste garanzie non dovute ai magistrati, il "chi sbaglia paga" ribadito da Renzi durante il Consiglio dei Ministri, non deve valere per tutti? Viene in mente che forse il giovanotto fiorentino continua a fare delle "zingarate" tipo film "Amici miei". Quelle però fanno ridere e non incidono sulle tasse.