Amministrative, Di Pietro: “Utile bagno di umiltà per il M5S”

“Davigo? Non farà mai politica. Mani Pulite? Mi hanno fermato quando ero riuscito a collegare Tangentopoli a Mafiopoli…”

Antonio Di Pietro è intervenuto stamattina ai microfoni di Radio Cusano Campus e sulle amministrative ha detto: “Un bagno di realtà e di umiltà che serve ai miei amici del Movimento Cinque Stelle. Non hanno vinto destra o sinistra, ha vinto quel 50% di cittadini italiani che nemmeno è andato a votare. Il Movimento Cinque Stelle, comunque, dovrà necessariamente provvedere a costruire una classe dirigente nel territorio. Io non ce l’ho fatta a costruire in tutto il territorio una classe dirigente che potesse camminare con le sue gambe. Il Movimento oggi, con questo bagno di umiltà, deve capire che ha bisogno di costruire una classe dirigente che possa essere credibile sul territorio”.

Su Davigo eventuale candidato premier del Movimento: “Io e Piercamillo ci sentiamo tutte le settimane. Conosco benissimo Piercamillo e vi posso assicurare che questa sua storia, che si è costruito fino ad ora, non finirà mai in politica. Davigo non farà mai politica. E’ corteggiato, questo è sicuro, ma agli amici dei Cinque Stelle dico di scordarselo. Non farà politica. Di Maio in ribasso? Ma no, guardate lui e Renzi, sono giovani, belli, sanno parlare bene in italiano, vendono bene il prodotto. Poi, quando sei nella responsabilità di governo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”.

Su Mani Pulite: “Mi hanno fermato quando ero riuscito a collegare tangentopoli con mafiopoli e tutto questo lo avevo collegato attraverso passaggi di denari attraverso allo Ior. Purtroppo è così. Ci sono tante verità che ancora non sono emerse. Almeno il 60% delle cose non sono venute fuori. L’inchiesta Enimont, per esempio. La mazzetta, c.d.provvista, era di 75 milioni di euro. Gardini ha dovuto preparare questi soldi per poterli dare al sistema politico istituzionale. Con riferimento a questi soldi, a noi interessava capire a chi fossero destinati questi. Noi abbiamo trovato la metà dei destinatari di quei soldi. L’altrà metà non siamo riusciti a trovarla, perché le rogatorie internazionali fatte per sapere a chi fosse destinato quel denaro non hanno ricevuto risposta. E tra le rogatorie internazionali per cui non ho ricevuto risposta c’era anche uno Stato molto lontano da noi…Che sta oltre Trastevere…Ci sono due relazioni, una del 1995 e una del 1996 del Copasir, il Comitato per la Sicurezza Nazionale. Fece delle istruttorie per capire cos’era successo e chi aveva delegittimato l’inchiesta di Mani Pulite e perché. Queste due istruttorie, di cui chissà perché nessuno parla, dimostrano che strutture di servizi deviati, per ordine di determinati personaggi, hanno messo in piedi una serie di delegittimazioni nei confronti dell’inchiesta”.