Amanda Knox e la giustizia italiana – di Marco Chierici

Amanda Knox...US murder suspect Amanda Knox, center, reacts, as she is escorted inside a courtroom to stand trial, in Perugia, Italy, Friday, Feb. 13, 2009. An American student charged with the murder of her British roommate showed no distress and was cuddling with her boyfriend hours after the slaying, a friend of the victim testified on Friday. Robyn Carmel Butterworth told the packed courtroom in this Umbrian university town that she was among several students waiting to talk to officers in Perugia's police station shortly after Meredith Kercher's bloodied body was found. (AP Photo/Stefano Medici)

Mi sento solo o in nettissima minoranza quando sostengo, penso e scrivo di non avere fiducia nella giustizia. Leggo invece ogni giorno sui giornali che tutti hanno fiducia nella giustizia, boh… non comprendo, ma fa niente.

Sulla vicenda Amanda Knox, a parte la solita figura che l’Italia mostra al mondo, mi chiedo come possa essere possibile che un giudice ti consideri da ergastolo e un altro dica che il fatto non sussiste. Sono due giudizi opposti di persone che hanno in mano la nostra vita e che hanno studiato la stessa materia che è la Legge. Con che motivazioni si sbatte in galera un cittadino per 4 anni e poi gli si dice: il fatto non sussiste? Ma in che paese viviamo? In Libia? In Iran? Nel Cile di Pinochet? Non mi pare.

Un altro elemento che mi è parso gravissimo è la dichiarazione di PM che testualmente hanno detto: "Per noi i colpevoli sono loro, ma il processo ha avuto una risonanza mediatica eccessiva". Ma che significa? Se un processo è più o meno popolare alle tv allora cambia l’interpretazione della legge? Siamo impazziti? Con queste conclusioni io credo che vivremo tutti con il terrore di cadere nelle maglie della giustizia, altro che avere fiducia, c’è da farsela addosso solo al pensiero. Gente incarcerata senza processo a tempo indeterminato per reati minori; processi innescati per il furto di un ovetto kinder dal valore di un euro (fatto realmente accaduto nel 2011 in Italia!); assassini liberi dopo pochi anni (Erika e Omar, Pietro Maso), e chissà quanti altri casi. Sto quasi pensando di scrivere un libro sui casi giudiziari più clamorosi di questo paese che sta scivolando nel terzo mondo.

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