Allarme lingua e cultura italiana a Londra, Ungaro (Pd) presenta interrogazione

“La chiusura dei corsi e l'interruzione del percorso formativo di migliaia di ragazzi, in larga maggioranza figli e discendenti di connazionali, sarebbe un colpo gravissimo per la presenza italiana in un'area cruciale come quella britannica”

“Ho presentato al Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi, assieme ai colleghi Schirò, La Marca e Carè, un’interrogazione urgente sulla chiusura dei corsi di lingua e cultura nella Circoscrizione consolare di Londra a causa della messa in liquidazione del COASIT, lo storico ente gestore che vi operava dal 1971. Su cui chiedo anche di verificare con celerità ogni eventuale irregolarità gestionale. Sono infatti in ballo 200 corsi, il lavoro e i diritti retributivi di 52 insegnanti, le attese di circa 2000 famiglie, la formazione linguistica e culturale di 5000 studenti.

La chiusura dei corsi e l’interruzione del percorso formativo di migliaia di ragazzi, in larga maggioranza figli e discendenti di connazionali, sarebbe un colpo gravissimo per la presenza italiana in un’area cruciale come quella britannica e un segnale in forte controtendenza con la necessità di offrire servizi adeguati e moderni ai flussi di nuova emigrazione, di cui la realtà londinese rappresenta una delle mete preferenziali”. Lo afferma Massimo Ungaro, deputato del PD eletto nella circoscrizione Europa, presentando un atto di sindacato ispettivo urgente alla III Commissione Esteri di Montecitorio sulla crisi del COASIT.

“Dopo questo primo atto – conclude Massimo Ungaro – assieme ai colleghi firmatari e agli eletti all’estero del Senato, mi propongo di avanzare in tutte le sedi ulteriori atti parlamentari e di avere, a livello di Governo e di amministrazione, i contatti più utili affinché l’insegnamento della lingua e cultura italiana nell’area della circoscrizione londinese ritorni al suo normale svolgimento e sia, anzi, sviluppato e migliorato in relazione alla crescente domanda che si manifesta”.