Alitalia, Lupi: l’accordo con Etihad ci fa bene, vi spiego perché

Roma, 18 apr. (Apcom) - Un decreto, probabilmente un decreto legge, che autorizzi la concessione ad Alitalia di un prestito ponte da 100-150 milioni di euro. Sarebbe questa, secondo quanto riportato oggi dai principali quotidiani, la strada individuata dal governo uscente d'intesa con il futuro esecutivo per garantire la continuità aziendale di Alitalia, evitare il commissariamento della compagnia, e dare il tempo al nuovo governo di insediarsi ed esplorare le alternative per la privatizzazione. A firmarlo dovrebbe essere molto probabilmente, entro la prossima settimana, il premier uscente Romano Prodi.

Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, una intervista al Corriere della Sera fa il punto sulla vicenda Alitalia: “Il problema non sono i pentimenti postumi o tardivi, ma affrontare la situazione adesso. Nel 2008 mi ero detto contrario, dall’opposizione, al progetto del governo Prodi perché ritenevo che Air France non fosse il partner ideale e pensavo che sarebbe stato meglio stringere un’alleanza con Lufthansa. Chi oggi rimpiange Air France, sa quali sono le condizioni in cui versa? Sa che sta facendo ristrutturazioni pesanti con oltre settemila esuberi perché anche loro stanno vivendo drammaticamente la crisi del settore?”.

"Il problema vero non è quanto incassavi allora o i costi sociali, ma discutere sull’asset strategico che una compagnia rappresenta", per questo Lupi resta “convinto che quella alleanza sarebbe stata sbagliata, così come è stata sbagliata la cordata dei cosiddetti capitani coraggiosi; un nostro errore, piuttosto, è stato un altro. Non avere mai fatto una politica integrata del trasporto e della mobilità e non avere considerato che dal 2009 il mercato è cambiato e si sono affacciati nuovi paesi, a partire da quelli orientali. Su questo abbiamo sbagliato, anche se ricordo che lo Stato dal 2009 non ha più messo un euro nella società".

"Non ci siamo accorti che mentre si faceva l’alta velocità e prendeva piede il low cost, il mercato cambiava profondamente. Errore è stato non aver sviluppato un progetto di sistema di trasporti integrato: abbiamo finanziato l’alta velocità e non l’abbiamo collegata ai due più grandi aeroporti, Malpensa e Fiumicino. Abbiamo messo il treno in concorrenza con l’aereo senza vedere che si stava modificando l’offerta del corto raggio. Non abbiamo avuto visione strategica e di sviluppo e questo si paga".

Lupi nell’intervista al Corriere conferma la sua soddisfazione per l’accordo con Etihad: "Dopo tanti anni, se questa cosa andrà in porto, siamo davanti ad un grande investimento estero basato su un piano industriale per un asset strategico del Paese e significa che dall’estero si torna a credere nell’Italia". E su Malpensa rassicura: "Invito tutti a guardare il piano industriale, prima di criticare. Lasciamo parlare i numeri: oggi Malpensa con Alitalia ha 11 frequenze intercontinentali alla settimana e trasporta 250 mila passeggeri. Se passa da 11 a 25 frequenze e raddoppia, come scritto nel piano, a 500 mila i passeggeri trasportati è valorizzazione o depauperamento?".

Ma non prevarrà Fiumicino? "Non si può chiedere che da lì non parta più nessuno: anche allo scalo romano cresceranno le frequenze e il nuovo posizionamento di Alitalia sarà sul lungo raggio. Ma il piano prevede anche che Malpensa diventi un hub europeo del cargo e questo è un altro elemento complementare". "Se adesso Malpensa conta così tanto, perché in questi ultimi 5 anni tutti difendevano solo Linate? Il gioco allo scaricabarile non funziona. La mia visione è chiara: nel piano nazionale degli aeroporti abbiamo scritto che Malpensa è scalo strategico di tutto il nord ovest e gli altri aeroporti fanno sistema con Malpensa".

Lupi coglie l’occasione per replicare a Maroni che paventa migliaia di posti di lavoro a rischio: "Quelli ci sono se chiude Alitalia e se gli aeroporti non fanno fa più sistema. Chiedo a tutti di informarsi prima di criticare: in questo caso, i sindacati si sono dimostrati più responsabili della politica".

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