Alfano come Fini, ma divisi si perde – di Ricky Filosa

Per la stragrande maggioranza degli elettori del centrodestra Angelino Alfano è come Gianfranco Fini, puzza di pesce andato a male. Forza Italia nelle scorse ore ha rilanciato il suo appello all’unità: tutti insieme, da Ncd a Fdi hanno detto, quasi in coro, Matteoli, Brunetta, Toti e Romani. Ma davvero le diverse forze politiche del centrodestra possono tornare insieme senza insospettire gli elettori? Davvero Forza Italia prenderebbe più voti in alleanza con Ncd?

Gli italiani che guardano a destra potrebbero non digerire operazioni di vertice, alleanze costruite a tavolino. È vero anche, tuttavia, che divisi non si va da nessuna parte. Toti alla Summer School l’ha detto chiaro: divisi, addio centrodestra, Renzi resterà a Palazzo Chigi per vent’anni.

Forse anche in vista di una alleanza fra le forze di centrodestra, Alfano ha nei giorni scorsi alzato i toni sul tema dell’emigrazione. Continua tuttavia a sostenere il governo Renzi, di cui fa parte, e continua a non capire che gli italiani non vogliono più assistere a quella che ormai è diventata una vera invasione di immigrati clandestini.

Insomma, probabilmente ha ragione Brunetta quando dice, riferendosi ai partiti di destra, "le cose che ci uniscono sono più di quelle che ci dividono". Ma quando si mischiano acqua e olio è sempre difficile trovare la sintesi.

C’è poi il discorso che riguarda Silvio Berlusconi, che secondo alcuni (il governatore leghista Maroni, per esempio) dovrebbe farsi da parte, ma che a quanto pare non ha alcuna intenzione di cedere il passo.

Dunque? Che fare? Le primarie? Mah. Potrebbero essere una soluzione. Ma prima di ogni altra cosa a questo punto i partiti del centrodestra dovrebbero essere capaci di ritrovare forti valori comuni e intenti programmatici sui quali costruire la propria alleanza e provare a tornare a vincere. Con il permesso degli elettori, ovviamente.

Twitter @rickyfilosa