Al via Italo, il treno superveloce – di Franco Esposito

In treno a 300 all’ora. In 87 minuti da Firenze a Roma. Poco meno di un’ora e mezza, partenza in perfetto orario, alle 10,23, l’arrivo a Roma Tiburtina addirittura in anticipo. Tre minuti, comunque tanti rispetto agli usi e alle abitudini dei mezzi su superficie di Trenitalia. Un viaggio di conoscenza, il mio, alla scoperta di Italo, della nuovissima Ntv, acronimo di Nuovo Trasporto Viaggiatori. La società privata che ha Luca di Montezemolo come presidente.

Duecento passeggeri comuni a bordo. Io fra questi, per Italo al debutto. Passeggeri normali cittadini, non personalità, autorità, giornalisti o inviati di riguardo chiamati a constatare e a pubblicizzare le virtù del supertreno fabbricato dalla francese Alstom a La Rochelle. La prima sensazione di nuovo e di freschezza l’avverti subito. A terra, alla stazione di Santa Maria Novella. Ragazzi e ragazze in giacca amaranto, il colore sociale di Ntv, sorridenti e di bell’aspetto, rispondono con gentilezza alle domande dei viaggiatori curiosi o bisognosi d’informazioni.

“Casa Italo” è questa, una sorpresa. E ancora un’altra: un addetto premuroso, non invadente, che chiede in cosa può essermi utile, non appena ha notato che stavo consultando il foglio della prenotazione. “Prego, la sua carrozza è questa. Restiamo a sua disposizione”. Una bella maniera per augurare buon viaggio.

Passeggeri curiosi, avidi di nuove conoscenze, desiderosi di capire e di pensare con la propria testa. Un viaggio in due puntate, per quello che mi riguarda. Ieri la prima, domani la seconda.

Si parte, allacciate le cinture. Biglietto a tariffa normale. Introvabili i ticket low cost, messi in vendita in numero imprecisato, presumibilmente ristretto, molto ristretto. Bisogna prenotare almeno un mese prima; io mi sono deciso tardi. Dieci giorni non vanno bene, è tutto esaurito fino al 22 maggio. Peccato: me la sarei cavata con 20 euro. Intanto, bello è bello davvero. Elegante, come lucido di cromatina, silenzioso. Ma sì, perfino un po’superbo, dall’atteggiamento vagamente altezzoso. Ma è nuovo di zecca e può permetterselo.

I giapponesi, alla sua vista, sembrano impazziti, gli occhi persi nell’obbiettivo della digitale made in Japan. Giapponesi, come noi, consapevoli di assistere ad un evento storico. La rottura del monopolio pubblico su una rete ferroviaria italiana ad alta velocità.

Mentre salgo sul nuovo fiammante treno di Ntv, uno dei 15 esemplari acquistati dalla società, vengo informato che il bolide ha raggiunto la velocità di 575 chilometri orari durante le prove. Il treno più veloce al mondo, grazie al sistema di trazione distribuito su tutte le ruote. L’acquisto di 15 supertreni ha comportato una spesa di 650 milioni di euro. Altri 350 occorrono per il canone di manutenzione trentennale.

Italo è maestoso, splendido per il profilo aerodinamico, e molto chic. Il colore amaranto ruba l’occhio.  Essenziale la linea, nessun orpello. Se ci pensi un attimo, l’esordio di Italo sui binari ferroviari d’Italia è identificabile come una sferzata d’ottimismo e di fiducia in mezzo alle ombre del nostro Paese finito nella micidiale spirale della recessione. Monta perfino l’idea che le cose possono andare diversamente. Volerlo basta? Si viaggia su poltrone di pelle frau. Il senso di pulizia è totale. Una sensazione normale, qui è tutto nuovo di zecca, questo è in assoluto il primo viaggio di Italo. Impossibile che via sia una toilette non pulita. E se provi ad usarne una già occupata, una voce gentile ti avverte che non puoi e che devi avere la cortesia di pazientare un attimo. Mi muovo sul treno. Avanti e indietro, chiedo informazioni, notizie. Da cittadino italiano curioso, viaggiatore, non da giornalista. Vengo soddisfatto in ogni mia richiesta. La gentilezza viaggia su Italo. La meglio gioventù per il raggiungimento del primo obiettivo: l’immagine conta molto al giorno d’oggi. La società ha assunto 1040 giovani under 30 a tempo indeterminato. Un’operazione complessivamente da ricordare, se il tempo non toglierà luminosità al gioiello di Ntv. Cinquanta viaggi quotidiani sulle strade ferrate della nostra Italia. Un’ora e quattro minuti per coprire la distanza tra Roma e Napoli. Mi avvertono anche che il treno dei record vuole migliorare questo record, scendendo sotto l’ora. In mondo da omologare le due città in un’unica città. Un supertreno di lusso, Italo? Il suo lusso è la normalità. Bagni grigi asettici, reperibili sui voli di alcune compagnie aeree. Nessuna pretesa estetica o di alta tecnologia; solo rubinetto, sapone, soffione, asciugamani. Solo prima classe con tre denominazioni diverse “perché la seconda fa tristezza”. Ntv l’ha nominata Smart. Spiegazione dell’amministratore delegato Giuseppe Scarrone: “Tante imprese non rimborsano più la prima classe. Perciò puntiamo su una seconda di qualità”. Buona la prima. La rete wi-fi è gratuita, ma la ricezione ha presentato attimi d’imbarazzo e momenti di cattivo esito nel viaggio d’esordio. Nostro e di Italo.

In rosso grigio e ottone il personale a bordo. Almeno quindici, disponibili, sorridenti, impeccabili, anch’essi eccitati per l’avventura che comincia, pienamente rispettosi del galateo imparato alla Scuola  dell’accoglienza. Carinerie che Treni Italia non se le può permettere. Fresca concorrenza ha funzionato da efficace stimolante, nel giorno del debutto di Italo. Le Frecce Rosse hanno viaggiato in orario, spaccando anch’esse il minuto. E piene di viaggiatori, come è ormai tradizione di Treni Italia, che si ritiene in grado di parare i colpi della concorrenza. Le Frecce verranno dotate di Tv satellitare a fine estate. Una carrozza cinema è prevista a breve sui convogli non-stop nella tratta Milano – Roma. Italo, intanto, offre film e tigì visibili dagli schermi al soffitto della carrozza Smart Cine. In proiezione, “Tutta la vita davanti”, che non riesco a vedere. Impossibile accedere alla Smart Cine, c’è ressa, l’ingresso è consentito solo agli invitati. Così non va bene? Ma no, solo complicazioni  da debutto. Italo è al primo viaggio, domani sarà diverso. Un altro giorno, da Milano a Roma, a 300 chilometri all’ora. Senza il vagone bar, surrogato dal distributore automatico del caffè, delle bibite e degli snack. Un limite, una delusione? Italo si ritiene a ragione “giovane con un servizio giovane e per giovani”.

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