Ai giudici toccate tutto ma non lo stipendio – di Leonardo Cecca

Scales of justice and gavel on desk with dark background that allows for copyspace.

Fino a qualche mese fa si sentiva dire che Silvio Berlusconi faceva la vittima, che lamentava il comportamento di certi magistrati che avevano invaso anche la sua privacy e che contro di lui ci fosse un certo accanimento giudiziario. Non entro nel merito, ma qualche decina di procedimenti giudiziari, centinaia di intercettazioni e la caccia grossa ai fascicoli che lo riguardavano presso una Procura, possono anche sollevare qualche dubbio.

Ora chi grida alla persecuzione sono i magistrati che, forse per grazia divina, ma non è dato sapere, si ritengono al di sopra di tutti e di tutto. Giorni or sono si adombrarono per i previsti tagli ai loro alti stipendi, qualcuno ebbe la sfrontatezza di sostenere che le laute prebende sarebbero una barriera ad eventuali tentativi di corruzione. Panzana peggiore non poteva essere sparata: essa lede la dignità e la moralità di chi guadagna poco, per cui dovrebbe essere automatica la corruzione, ma lede anche la dignità di quei magistrati onesti che infischiandosene dello stipendio lavorano sodo e seriamente in quanto hanno un "compito" da rispettare.

Se uno si può sentire portato alla corruzione lasci la poltrona a chi è più degno in quanto un po’ di pulizia giova per tutti.

Altra lamentela è quella relativa all’introduzione della responsabilità civile dei magistrati: questa casta non intende minimamente essere trattata come tutti gli altri cittadini, e nella lamentela trova facile sponda in Napolitano che forse non ricorda il referendum del 1987 fatto dopo che era stato giudicato ammissibile dalla Corte Costituzionale.

Stupisce, ma non più di tanto, come siano anche contrari a questa richiesta della maggioranza dei cittadini coloro che si definiscono altamente "democratici", cioè la sinistra, il m5s ed il leader Renzi. Che non abbiano ben chiaro il concetto di democrazia, oppure mirano a qualche "scambio di favori"?

Alla fin fine non ci sarebbe poi tanto da meravigliarsi. Siamo alle solite, abbiamo la Costituzione "forse" più bella del mondo, ma sicuramente anche la più bistrattata del pianeta. In passato anche un altro referendum, quello relativo al finanziamento pubblico dei partiti, si è risolto con la solita presa per i fondelli per i cittadini: fu infatti tolto il finanziamento pubblico, ma fu introdotto il rimborso elettorale, vera e propria schifezza rielaborata più volte nottetempo che ci dovrebbe far vergognare tutti in quanto si è dimostrato un vero magna magna istituzionale. Per amor del cielo, finiamola di parlare di Costituzione e del suo sommo custode.

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