Afghanistan, soldato americano uccide 16 civili: si riaccende il fuoco delle proteste – di Claudia Crocioni

È accaduto nella provincia afgana di Kandahar, un soldato americano è uscito dalla base militare ed è penetrato nelle abitazioni di alcuni civili afghani uccidendo 16 persone fra cui 9 donne e tre bambini. Il governo USA ha preso le distanze dall’iniziativa del singolo soldato che è da dichiararsi un caso isolato rispetto alle 90.000 truppe americane presenti sul territorio. A riguardo si è espresso il Segretario alla Difesa Usa Leon Panetta. Non sono chiari infatti i motivi che abbiano spinto l’uomo a commettere un atto così insensato ed atroce per il quale il parlamento afgano ha chiesto di sottoporre il responsabile a un processo pubblico nel paese dove gli omicidi hanno avuto luogo. Ma il capo del Pentagono ha ribadito la necessità di processare il responsabile tramite la corte marziale statunitense.

«La guerra è un inferno. Questo genere di eventi possono accadere» ha poi precisato il Segretario Usa.

Adesso Obama lancia un avvertimento a tutti i cittadini americani residenti in Afghanistan. È possibile infatti che ci siano delle ripercussioni per l’accaduto che rischiano di sfociare in vendetta, anche in seguito all’episodio del Corano bruciato. E infatti, non solo i mujaheddin minacciano di decapitare i “sadici” soldati americani, dichiarandolo attraverso il portavoce talebano  Zabihullah Mujahid in un comunicato. Ma anche gli studenti sono scesi in piazza in 400 a Jalalabad  con una feroce protesta antiamericana dove hanno gridato “morte all’America” e “morte ad Obama”. Chiedendo inoltre il pubblico massacro del soldato.

Nel ventunesimo secolo non ci stupisce tanto il fatto che alcuni innocenti siano stati uccisi. Piuttosto ci stupisce come uomini facenti parte di una società all’apice della civiltà umana (come gli USA) possano ancora compiere atti similmente atroci e misantropi. Ci stupisce come i talebani possano dare dei “sadici” a qualcun altro, vista la loro perversa ideologia terroristica. Ciò che non ci stupisce affatto invece è come la guerra sia ancora il cancro della nostra specie e come dopo tanti secoli gli uomini non se ne siano resi conto. Quando accadono  cose simili l’umanità retrocede di dieci passi, rispetto ai pochi che difficilmente avanza.

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