Addio ‘Love Boat’, in demolizione la nave della fiction televisiva americana – di Marco Ferrari

Finisce qui la storia della “Love Boat”, la prima nave diventata teatro di posa della famosa serie televisiva di grande audience capace di battere “Beautiful”, “Star Treck” e “A Team”. Al termine di una lunga e  dolorosa trattativa, ciò che resta della nave “Love Boat” è stato venduto a Genova a una società turca, la Cemsan, specializzata in demolizioni, per poco più di due milioni e mezzo di euro.

Il triste destino dell’imbarcazione segue il declino della fiction che ha spopolato sulle televisioni di tutto il mondo dal 1977 al 1987 e che ora va in onda in una versione restaurata, in molte emittenti di diversi paesi, come le più famose pellicole della storia del cinema.

Ambientata a bordo di una nave vera, la “Pacific Princess”, si basava su personaggi fissi, vale a dire i principali membri dell’equipaggio: il capitano Merrill Stubing, la direttrice di crociera Julie McCoy (sostituita nelle ultime stagioni da Judie McCoy), il barman Isaac Washington, la figlia del capitano Vicky Stubing, il dottore Adam Bricker e Burl Gopher Smith. E accanto a loro, crociera dopo crociera, porto dopo porto, grandi firme del firmamento di Hollywood. Ora che “Love Boat” è andata in pensione, sostituita da serie più cruenti come “Criminal Minds”, “NCIS” e “C.S.I.”, anche la location della fiction è pronta per essere smontata, pezzo dopo pezzo, dopo essersi dedicata alle crociere in Sudamerica ed essere stata venduta a una società spagnola con l’obiettivo di concludere in bellezza la sua carriera nel Mediterraneo. Proprio qui, invece, sono iniziati i problemi.

La nave, costruita negli anni Sessanta, aveva bisogno di essere rimessa a nuovo e liberata dall’amianto nascosto dietro ai pannelli. Gli spagnoli si erano così affidati ai cantieri San Giorgio del Porto di Genova ma quei lavori, ordinati nel 2008 e in gran parte già svolti, non sono mai stati pagati. Il cantiere, che nell’operazione di restyling ha investito sei milioni di euro, non ha potuto far altro che rivolgersi al Tribunale di Genova che ha sequestrato la nave, mettendola all’asta. La “Pacific” è così rimasta ancorata alla banchina del porto, nell’area delle riparazioni navali, con tanto di comandante e di equipaggio,  nell’attesa che qualcuno decidesse di comprarla per farla nuovamente navigare. Niente di tutto questo. Anche le aste (ne sono state fatte tre) sono andate deserte. Troppi i quattro milioni di euro di base  iniziale. Alla fine, l’agenzia marittima “Ferrando & Massone”, shipbroker specializzato in questo settore, ha scelto la strada della trattativa privata. “Abbiamo ricevuto l’incarico per la cessione della Pacific dal Tribunale di Genova nel dicembre 2010 – spiega Andrea Fertonani, uno dei titolari della Ferrando & Massone – Non è stato facile arrivare alla vendita, cercando di salvaguardare nel  miglior modo possibile gli interessi dei creditori, a cominciare dall’equipaggio, dal cantiere e da chi ha lavorato sulla nave. Siamo partiti con una base d’asta di quattro milioni, poi abbiamo ridotto. I potenziali acquirenti c’erano, ma  nessuno si è mai fatto avanti nelle aste. Così alla fine abbiamo proceduto con una trattativa privata”.

E ad aggiudicarsi la nave è stata appunto la Cemsan, società turca specializzata in demolizione, i cui dirigenti verranno presto a Genova. Dopo aver saldato per intero il conto, si rimorchierà la nave fino al cantiere in Anatolia. Un altro imprenditore turco, quindi, come già era avvenuto per il superbacino del porto di Genova, già venduto e che continua a lavorare senza sosta, pronto a rimorchiarsi un pezzo di storia della marineria. Prima del suo ultimo atto un’artista milanese, Federica Grappasonni, con la sua “Mistura Pura” (foto di Marco Renieri), ha avuto accesso alla nave, documentandone ogni angolo, anche i più remoti. Un viaggio nella memoria, che la Grappasonni ha poi raccolto nel suo sito con innumerevoli rimandi alle avventure della “Love Boat”. L’attuale comandante, Benedetto Lupi, controlla ogni giorno quei saloni e quelle scalinate che molti hanno visto solo in televisione. Anzi, si può dire che la crociera moderna, come stile di vacanza di massa, si è sviluppata moltissimo – prima dell’affondamento della “Concordia” al Giglio – proprio grazie alla fortunata serie televisiva. E proprio questo, almeno nelle intenzioni, era lo spirito con cui si era affrontata l’operazione di restyling della "Pacific". Intenzioni che resistono oggi nella scalinata centrale rimessa a nuovo, così come nel bar e nel teatro. Ma poi tutto è finito, come i soldi. L’imbarcazione era giunta a Genova per rifarsi il look, ma l’armatore non ha pagato e così il gioiello protagonista di tante avventure televisive è stato sequestrato, pignorato, bloccato nello scalo ligure e ora avviato alla demolizione.

La nave, lunga 168 metri per quasi 20mila tonnellate di stazza, era stata costruita 40 anni fa in Germania, allora si chiamava “Sea Venture” ed era di proprietà della Flagship Cruises. Si è trasformata in “Pacific Princess” nel 1975 quando era passata sotto le insegne della compagnia “Princess Cruises”. E’ in questo periodo che i suoi ponti ospitano la celebre serie televisiva. La “Love Boat” passa poi varie volte di mano fino ad una società con sede alle Bahamas. Nel 2008 arriva ai cantieri genovesi. Trasmessa in Italia dal giugno del 1980 con la famosa sigla di Little Tony “Profumo di Mare”, la serie “Love Boat” era diventata molto seguita perché vedeva attori famosi apparire sul piccolo schermo, cambiando ogni puntata e creando storie d’amore sempre diverse. La particolarità che la rendeva speciale era che la nave “Pacific Princess” in realtà fungeva anche da normalissima nave da crociera. I passeggeri paganti sapevano che sarebbero stati catapultati sul set di un telefilm, frequentando gli stessi spazi dei personaggi famosi. Una vera pacchia per normali e attempati croceristi trasformati in occasionali attori.

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