Acque agitate in Forza Italia, il caso Fitto – di Antonio Gabriele Fucilone

In Forza Italia le acque sono agitate, in merito al caso di Raffaele Fitto che scalpita perché si facciano le primarie del centrodestra.

Io penso che il caso Fitto non sia da sottovalutare. Il risultato alle recenti elezioni europee (che certamente è stato determinato da un astensionismo che è arrivato al 42%) deve fare riflettere noi iscritti, elettori e sostenitori di Forza Italia. Di certo, Fitto ha dalla sua il fatto che alle succitate elezioni abbia preso il maggior numero di preferenze nell’ambito di Forza Italia. Quindi, la sua voce va ascoltata e capita. Di sicuro, i coordinatori locali del partito dovrebbero essere eletti dalla base.

Quanto alla leadership nazionale, l’ultima parola spetta a Berlusconi. Senza Berlusconi non si sarebbe potuto creare il centrodestra. Per questo, si deve fare in modo che i coordinatori regionali, provinciali e comunali di Forza Italia siano eletti dal basso. Questo permetterebbe di creare nel partito una classe dirigente in grado di reggere dopo che Berlusconi lascerà. Ovviamente, auspico che ciò accada il più tardi possibile.

Il centrodestra si deve ricompattare. I personalismi (come quello di Gianfranco Fini), la litigiosità e le divisioni interne (divisioni che sono state fomentate anche da certa stampa che ha marciato sopra a certe dichiarazioni più o meno veritiere di certi esponenti politici) hanno fatto molto male al centrodestra. Tra chi la pensa come Fitto e chi la pensa in modo differente da lui serve un compromesso, per il bene del centrodestra e dell’Italia.

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