A proposito di corruzione – di Margherita Genovese

Si procedeva spediti con le riforme: Costituzione, legge elettorale, giustizia, lavoro, scuola, fisco. Annunci? Forse. Ma la volontà di lavorare e di fare cambiare verso a un Paese afflitto da mali atavici ha dato in questi mesi una nuova speranza agli onesti che si augurano invano di moltiplicarsi. Adesso, si torna nel pantano. E viene il sospetto che tutta questa
pantomima che invade i media e i talkshow abbia il solo scopo di fermare Renzi e il suo governo. Speriamo che il giovane guerriero non si lasci intimorire e continui a combattere lancia in resta i vecchi marpioni della politica, e della magistratura.

Dunque, sembra che in Italia chi ha incarichi pubblici e di potere sia un corrotto irrecuperabile, e ne abbiamo prove continue; ma la tesi antica a mio parere va corroborata da altre considerazioni più pregnanti: in Italia l’arte di arrangiarsi e di fare i furbi la fa da padrona a tutti i livelli, dal piccolo commerciante all’amministratore di condominio, dal barista all’idraulico, dall’ortolano al buon padre di famiglia; chi ce la fa senza farsi scoprire, si industria per aggirare le leggi, per ottenere benefici non dovuti, per non pagare tributi, per imbrogliare tanto lo Stato quanto il prossimo. La differenza sta nelle proporzioni. E in null’altro. Più in alto sali, più il monte è carico di neve.

Ok, mandiamo a casa il ministro Lupi che non piace più nemmeno a Renzi; ma finiamola di fare i moralizzatori sulla pelle degli altri. Ho sempre pensato che gli stessi che si scandalizzano per i cattivi politici e i cattivi amministratori, a uguali condizioni e occasioni, si comporterebbero allo stesso modo. Se poi ad ergersi paladini di onestà sono i leghisti, travolti dagli scandali della famiglia Bossi e del tesoriere Belsito miracolosamente caduti in prescrizione mediatica, viene da pensare che Lupi farebbe bene a resistere: gli italiani dimenticano in fretta, e il tempo scorre veloce; tra una settimana la primavera in fiore e le vacanze pasquali metteranno fine alle polemiche e agli anatemi. E tutto continuerà come prima.

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