25 aprile, se Mattarella canta Bella Ciao – di Leonardo Cecca

Vorrei sbagliarmi, ma ho l’impressione che il Presidente Mattarella, con il suo modo di fare un po’ clericale, voglia togliere a Napolitano il primato del Presidente più fazioso della nostra storia. Il 16 e 25 aprile si è esibito presso la Camera ed a Milano cantando Bella Ciao e battendo le mani; forse ad un Presidente si addice di più cantare l’Inno Nazionale. Vabbé, questione di gusti e di parzialità.  

Quello che sorprende, è che a distanza di 70 anni si voglia continuare imperterriti a raccontare una storia piena zeppa di menzogne, si vuol far passare i partigiani, soprattutto quelli di un certo colore, come eroi consumati e capaci da soli di liberare l’Italia. Nonostante il continuo martellamento di falsità, l’opinione pubblica, però, inizia a dar segni di dissenso e stanchezza, in quanto ormai informata dei vari e tanti crimini compiuti dai partigiani i quali, tra l’altro, se non avessero avuto l’apporto determinante degli alleati sarebbero ancora nascosti sulle montagne, dalle quali scendevano per le loro eroiche gesta per poi ritornare a nascondersi, confondendosi tra gli abitanti dei paesini.

Sarebbe ora che l’Italia facesse un salto di qualità e che si raccontasse la storia vera e non quella falsata per puri  e semplici scopi politici. Che si metta anche da una parte un 25 aprile rappresentante solo una parte politica: i partigiani appartenenti ad altre formazioni vengono rappresentati come protagonisti di secondo piano, come dimostrano le deplorevoli espressioni di intolleranza verso le brigate ebraiche durante il corteo a Milano.

Pertanto onore a Napolitano il quale, nel suo primo messaggio al Parlamento, il 16/5/2006, riconobbe che anche la Resistenza si era macchiata di orrori che definì con tre precise espressioni: "Zone d’ombra, eccessi, aberrazioni".

Purtroppo Napolitano, che "diede il la", sulla scabrosa vicenda non andò oltre, ma le affermazioni furono forti tanto che avrebbero dovuto scuotere le coscienze dei "democratici", ma non accadde nulla. Speravo che il nuovo Presidente desse seguito a quanto sostenuto da Napolitano, ma Mattarella, forse distratto, ha intonato Bella Ciao diretta dal presidente dell’Anpi Smuraglia ritmandola anche con il battito delle mani; che abbia ingranato la retromarcia? Tutto è possibile nella nostra bistrattata Italia, ove vengono coltivati solo interessi personali e di parte indipendentemente dalla loro legittimità.

Lungi da me dare consigli, ma credo fermamente che all’attuale Presidente necessiti un ripasso profondo della nostra storia e, soprattutto, un’attenta meditazione sulla frase pronunciata da Napolitano. La democrazia infatti non deve essere intesa solo come battaglia per la legalità, lotta alla corruzione e contrasto aperto contro le mafie come ha detto Mattarella ma, soprattutto, rispetto e ricerca della verità: nel metterla in ombra non si va da nessuna parte, anzi ci si rende sempre meno credibili.

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