1987 Cicciolina, 2012 Grillo – di Roberto Pepe

Vi ricordate  quando nel 1987 la pornostar Ilona Staller, in arte Cicciolina, venne eletta parlamentare nella lista dei Radicali di Pannella? Rimase in Parlamento fino al 1992, essendo, tra l’altro, una delle “onorevoli” più presenti alla Camera. Mi ricordo che allora c’era un’aria di scontentezza profonda verso l’apparato pubblico. Il cittadino volle così vendicarsi degli inciuci, degli intrallazzi, dei giochetti  e delle ruberie di Palazzo!

Ora gli opinionisti accreditati, i super giornalisti, gli analizzatori e psicologi della società si meravigliano della vittoria dei grillini e dell’astensione al voto. Se questi esimi studiosi fossero andati dalle casalinghe di Voghera o dal pensionato di Acilia, il pronostico probabilmente sarebbe stato ancor più tragico. Ma come? La gente onesta, imprenditori che hanno sempre lavorato e dato da lavorare ad altre famiglie, cittadini che avevano investito per far marciare meglio l’economia italiana, si ammazzano, perché, da una parte, non riescono a riscuotere i soldi “dovuti” da qualche amministrazione pubblica, ma vengono tartassati da imposte e da contributi con scadenze inderogabili e, … con tutto ciò ci si domanda del perché della diminuzione della percentuale di voto. Tutti, persino quei partiti che si vantavano di essere gli onesti per antonomasia, i puri della politica, gli intoccabili al di sopra di ogni sospetto, sono caduti nella “cacca” comune del ladrocinio, dello sperpero, della delinquenza mafiosa, della peggiore forma di appropriazione indebita utilizzando la propria posizione intoccabile. Tutti dimostratisi personaggi privi di qualsiasi senso civico dello Stato, ladri, peggiori dei mafiosi, in quanto arroganti, presuntuosi padroncini della poltrona che permette loro di utilizzare la “Res publica” (palazzi, viaggi, benefits,…) a proprio piacimento senza controllo e con una disinvoltura e prosopopea impressionante, tale da farli sorridere e girare ancora, dopo essere stati smascherati vergognosamente, per le stanze del potere!

Un operaio, un impiegato qualsiasi si sarebbe vergognato tanto da sparire e nascondersi sotto terra ed invece questi signorotti da quattro (anzi: otto) soldi, continuano a mostrarsi sorridenti, a discutere, a spiegarsi, a cercare scuse: “ma io non sapevo, mi facevano firmare, ero solo un ragioniere… Non sapevo che quella casa fosse mia,.. ah se potessi parlare!…”. E si parla di centinaia di milioni di euro come se fossero lenticchie, mentre un pensionato ora, con i tagli, arriva a mala pena al migliaio di euro! E se per caso si è privato dei comuni piaceri nella propria vita per farsi la propria unica casa dove morire, ora paga le tasse su quella che la Costituzione dovrebbe considerare intoccabile. Sicuramente arriverà la tassa sulla cassa da morto e, per evitarla, qualche industriale li ha preceduti!

Nella Repubblica di Venezia, mezzo millennio fa, questi ladroni della cosa pubblica erano rinchiusi in una “Cheba” (Gabbia di ferro appesa all’esterno)  alla mercé della gente! Immaginate qualche “tesoriere” di qualche partito, ingabbiato ed appeso alla torre civica dei rispettivi paesi! Scommettiamo che nessuno (forse) ruberebbe più?

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