19 aprile 1956, il matrimonio del secolo: Grace VS Ranieri III – di Mirko Crocoli

“Quando ho sposato il Principe Ranieri, ho sposato l’uomo e non quello che rappresentava. Mi sono innamorata di lui senza pensare a qualsiasi altra cosa”.
(Principessa Grace Kelly)

Tra tutti i matrimoni illustri del Novecento è questo in assoluto il più significativo. E’ “l’unione” del secolo per antonomasia. Il perché è spiegato in queste prossime righe. Lei, “figlia” bellissima del nuovo mondo; lui, figlio “egregio” del vecchio continente. Il contesto storico dei più importanti; la rinascita, la ricostruzione, la speranza, non di uno ma di tanti Paesi liberati. Un “ponte” Atlantico che sigilla lo splendore di Grace e il prestigio di Ranieri, un immaginario arcobaleno retto sull’amore vero, sul rispetto e sulla “grazia” che contraddistingue entrambi.

Una favola, quella che abbiamo sempre raccontato alle bambine poco prima di addormentarsi. Il Principe azzurro, il Castello, il primo bacio e la fantasia che diventa come per magia realtà. L’America che incontra l’Europa, l’Europa che attende sull’altare la giovane America, in un legame eterno.

Non è solamente una cerimonia nuziale, c’è dell’altro in quei frangenti, c’è profonda misticità in quel 19 aprile di 49 anni fa. Ci sono i primi rotocalchi, ci sono le fanciulle di quegli anni che sognano ad occhi aperti davanti alla radio e su quelle foto che immortalano ogni istante di quell’evento. Quando le First Lady e le Star Hollywoodiane erano osannate, idolatrate e imitate all’inverosimile. Quando lei, la prediletta di Hitchcock, lascia tutto per lui, il più ambito ragazzo del Principato. Quando lei, il volto più delicato dell’occidente, corre via da quel Red carpet, da quello champagne e da quei brillantini, per essere accolta tra le braccia di lui, Sua Maestà.

Un idillio nato da uno sguardo, da un sorriso e da un dolce ammiccamento poi culminato con un solenne giuramento, davanti a Dio, davanti a un popolo entusiasta; quello Monegasco. Non un wedding, come ce ne sono tanti, combinato, ma frutto di una passione vera, di una freccia scoccata da un Cupido che probabilmente sapeva il fatto suo.

Lei, oltreoceano, lascia ogni cosa per lui, la sua carriera, il palcoscenico e la fama. Lui se ne innamora, perdutamente, al primo incontro. Come dice il buon Shakespeare, sembra “fatto tutto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” e le loro piccole vite appaiono cinte d’armonia e puro candore. Lei è talmente bella che al suo passare rende ogni cosa piccola, inesistente, inutile. Gli sguardi sono rivolti verso quel volto che lascia attoniti e il resto che la circonda praticamente inosservato. Da quel sacro legame nascono tre creature; Carolina, Alberto e Stephanie.

Lei, Grace Kelly di Filadelfia, l’attrice Principessa più amata del mondo ci lascia presto, in quel tragico settembre dell’82; lui, l’erede Ranieri III, non si riprenderà più… ma quel sogno della bambina divenuta “Reale” è e sarà sempre nei ricordi di tutti e nella storia di un secolo troppo spesso nostalgicamente rievocato.

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