L’ipocrisia di Poletti, Gentiloni e Fedeli

La Fedeli tuona per avere 80.000 nuovi assunti nella scuola, Gentiloni annuncia la necessità di una riduzione della spesa pubblica. Uno dei due + bara, non vi sembra?

Il ministro del lavoro Poletti è stato sommerso dalle critiche per aver affermato che a volte è più utile andare giocare a calcetto piuttosto che perder tempo a spedire curriculum per trovare lavoro. Ha purtroppo perfettamente ragione, perché se servissero davvero solo i curriculum o contassero qualcosa per essere assunti sarebbe una buona notizia per tutti i meritevoli.

Mentre montava la polemica per questa frase infelice ci si dimentica però che semmai una vera, recente responsabilità di Poletti e del governo è l’aver voluto la cancellazione dei VOUCHER con il disastro occupazionale e il caos normativo che da 15 giorni imperversa in tutta la Penisola, nel disinteresse del governo e proprio alla vigilia della stagione agricola e di quella turistica.

Di questo non parla più nessuno e si ciancia sulla “lotta all’evasione” quando si arriva all’assurdo di favorire il “nero”. Per la milionesima volta, insomma, si fanno mille polemiche per questioni o parole sciocche, ma non si affrontano i veri nodi di provvedimenti legislativi demagogici e assurdi.

Vale anche per il ministro della pubblica (d)istruzione Valeria Fedeli (sì, quella che ha millantato i suoi inesistenti titoli di studio: è sempre lì a far il ministro). La Fedeli tuona per avere 80.000 nuovi assunti nella scuola e lo chiede nello stesso giorno in cui Gentiloni annuncia la necessità di una riduzione della spesa pubblica. Uno dei due platealmente o demagogicamente bara, non vi sembra?