‘Renzi dovrebbe avere più umiltà’, parla Carlo Freccero

Il Prof. Carlo Freccero, autore televisivo e membro del Consiglio di Amministrazione della RAI, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus. Sugli interventi di Renzi alla direzione PD di ieri. “Renzi è figlio degli anni ’90, quindi della tv commerciale – ha spiegato Freccero -. Per questo è così capace a comunicare. La comunicazione è molto importante per raggiungere consenso, ma non risolve i problemi. La gestione, la soluzione dei problemi è una cosa diversa. E’ molto abile sulla comunicazione. La realtà sbuca sempre da ogni parte, soprattutto quando la realtà contraddice il suo atteggiamento mentale positivo, un po’ da scout”.

“Renzi all’inizio ha raggiunto più popolarità di Monti e Letta perché è riuscito ad interpretare la crisi non in chiave tragica, ma in chiave di opportunità, progresso. Oggi quelle promesse si rivelano per quello che sono, ovvero semplici illusioni. Con le sue Leopolde, Renzi è riuscito a farci credere che il ridimensionamento dei nostri stili di vita fosse un miglioramento. Però tutto ciò non è vero”.

“Alla comunicazione deve seguire sempre un impatto con la realtà. Se la realtà piega la comunicazione il bluff appare. Berlusconi rappresentava l’emporio, il consumo, per lui era molto facile vincere. Renzi ha preso non più l’emporio, ma la giovinezza, l’energia. Però poi bisogna governare. A un certo punto bisogna includere anche le persone che non la pensano come te, invece lui prima della direzione di ieri ha rilasciato un’intervista al Financial Times dicendo che la minoranza non conta niente e lui se ne frega. Sbaglia la minoranza del Pd ad accettare lo scontro su questo terreno. Bisogna tornare ad essere un po’ novecenteschi su questo. Credo che ci vorrebbe un po’ di umiltà, il senso della misura che ad esempio ha dimostrato la Appendino a Torino, che si è messa subito lì a lavorare su dei dossier molto delicati. Il M5S in questo senso incarna il neorealismo. Oggi c’è la democrazia del pensiero unico in cui la scelta è limitata ai candidati che dovranno rappresentare quel pensiero unico”.

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