‘Il 100% della tassa sulla cittadinanza italiana vada alla rete consolare’: lo chiede il MAIE

Nei giorni scorsi il Presidente del MAIE, On. Ricardo Merlo, si è recato in missione in Brasile, per incontrare la comunità italiana ed effettuare alcune visite istituzionali. La visita di Merlo in Brasile è iniziata a San Paolo, domenica scorsa, con un pranzo a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti delle associazioni italiane locali, referenti delle istituzioni locali e gruppi folkloristici. “Una giornata particolare – ha commentato Bruna Spinelli, vice coord. MAIE SP – perché abbiamo incontrato il nostro rappresentante in parlamento, condiviso con lui le nostre speranze e preoccupazioni, gli abbiamo chiesto le sue opinioni e di informarci sull’attualità politica italiana: ciò ci ha fatto sentire tutti più vicini all’Italia”.
 
Merlo ha poi incontrato presso il Circolo Italiano il Comites di San Paolo e alla presenza anche della consigliera del CGIE  Rita Blasioli e del Presidente Renato Sartori ha fatto il punto della situazione sulle problematiche locali e del consolato, oltre che sulla questione della tassa di cittadinanza che, soprattutto in Brasile, viene percepita come illogica e ingiusta. 

Lunedì, quindi, si è recato in Consolato dove insieme ai coordinatori Luis Molossi (MAIE BRASILE), Elio Zanette, (MAIE Porto Alegre), Itamar Benedet (MAIE Santa Catarina), Walter Petruzziello (MAIE Parana), Bruna Spinelli (MAIE San Paolo), Carlo Iotti (MAIE Porto Alegre), Eliane Albiero (MAIE Espirito Santo) e Camila Meneghello (MAIE Giovani S. Paolo) ha incontrato la Console reggente, dott. Francesca Orsini. Con lei ha parlato della situazione del personale, delle condizioni in cui si lavora e, in particolare, dello stato delle file per le pratiche sulla cittadinanza.

Walter Petruzziello, coordinatore del MAIE Paranà, ha dichiarato: “Abbiamo constatato lo stato di disagio in cui lavora il personale del Consolato. A parte la mole di lavoro che deve essere svolta da poche persone, lo stato dell’immobile, in cui questi funzionari lavorano, è indecoroso”.

Itamar Benedet, coordinatore del MAIE a Santa Caterina, ha aggiunto: “Ovunque si notano infiltrazioni di umido, l’ambiente non è sano per i lavoratori che devono trascorrere in queste stanze molte ore. La sede di una così importante istituzione italiana non può presentarsi in queste condizioni. Anche per una questione di immagine dell’Italia all’estero”.

Da parte sua il coordinatore nazionale del MAIE Brasile, Luis Molossi, ha fatto notare: ”Pensate a quanti italiani verranno in Brasile per le Olimpiadi e che magari avranno bisogno di assistenza: in queste prossime settimane ci sarà un ulteriore aggravio di lavoro per il personale consolare. Noi del MAIE ci vergogniamo di presentarci al mondo con la nostra sede consolare in queste condizioni”.

Merlo, che ha ascoltato tutti, facendosi portavoce del disagio dei nostri connazionali residenti a San Paolo, ha ribadito: “Se gli introiti della tassa di cittadinanza fossero destinati alle sedi consolari, potremmo sostenere spese di ristrutturazione delle sede e di assunzione di task force di personale, per ovviare alle lunghe attese: qui a San Paolo si cominciano a ricevere le pratiche di cittadinanza presentate nel 2005! In Italia si rendono conto di cosa significa questo? E’ una vergogna! Invece di intervenire per risolvere questi annosi problemi e razionalizzare l’uso delle risorse pubbliche, Renzi preferisce ‘incamerare’ alla burocrazia romana i ben 25 milioni di euro che provengono dalla tassa di cittadinanza, lasciando tutto così com’è!".

"Il MAIE ritiene ingiusto imporre una tassa di questo tipo ed illogico mandare i nostri soldi a Roma – ha concluso il Coordinatore Nazionale Luis Molossi – Se proprio la dobbiamo pagare almeno che sia destinata al 100% alle sedi consolari, soprattutto quelle – come questa di San Paolo – che ne hanno davvero bisogno!”.

Ecco il documento del MAIE Brasile, rivolto all’Ambasciatore Bernardini, consegnato lunedì in Consolato:

Signor Ambasciatore,

Le file che si formano davanti alle sedi consolari italiane, le attese decennali per un riconoscimento di cittadinanza ius sanguinis, le lamentele che registriamo, sia da parte dei connazionali, che non sono soddisfatti perché non ricevono assistenza, sia da parte del personale consolare, che lavora con evidente difficoltà a causa del sottodimensionamento, sono l’ennesima riprova di come il miglioramento dell’efficienza della rete consolare, auspicato dagli italiani residenti all’estero e annunciato dai Governi di ogni colore politico,  nel concreto sia una chimera o, per dirla con parole più attuali, una “bufala”.

In particolare, noi membri della comunità italo brasiliana, ci sentiamo presi ancora una volta in giro, e protestiamo contro l’introduzione della tassa di 300 euro, che proprio l´otto luglio ha compiuto 2 anni, senza nessun miglioramento nella rete consolare, ed è priva di ogni logica per i seguenti motivi: la cittadinanza è un diritto che – a date condizioni – è riconosciuto dalla legge; perché un avente diritto deve pagare per ottenerne il riconoscimento?

A fronte di un introito che si aggira ad oggi attorno ai 25 milioni di Euro a livello mondiale, di cui una gran parte viene proprio da questo paese, neanche un euro viene impiegato per migliorare i servizi consolari.

Il problema è particolarmente drammatico in Brasile (e non stiamo dando la colpa ai Consoli o ai funzionari, vittime anche loro di una politica di smantellamento della rete consolare):  ma come possiamo accettare attese di  anni per il riconoscimento della cittadinanza ius sanguinis, un diritto civile, pieno e dovuto, secondo la nostra Costituzione, quando in possesso della documentazione richiesta?

Noi italo brasiliani potremmo tollerare di pagare questo contributo solo se il suo introito venisse destinato al reale miglioramento dell’efficienza dei servizi consolari e all’eliminazione delle lunghe file davanti ai nostri Consolati (ad esempio con l’introduzione di una task force di personale locale a contratto).

Come rappresentanti della comunità italo brasiliana, vogliamo ribadire l’importanza delle associazioni di volontariato, seno del nostro MAIE Brasile, e alla presenza del nostro Presidente On. Ricardo Merlo, che ci accompagna, Le consegniamo questa lettera perché possa elevarla al Ministro degli Esteri allo scopo di comunicare il disagio, la delusione e la protesta di centinaia di migliaia di connazionali, con e senza documenti, che meritano e chiedono, attraverso di Lei, l’attenzione del nostro Governo.

In fede, 

Luis Molossi (Coord. MAIE Brasile)
Walter Petruzziello (MAIE Parana)
Elio Zanette, Leila Zanette (MAIE Porto Alegre)
Itamar Benedet (MAIE Santa Catarina)
Bruna Spinelli (MAIE San Paolo)
Gianni Boscolo (MAIE San Paolo)
Pierpaolo Petruzziello (MAIE Giovani Curitiba)
Camila Meneghello (MAIE Giovani S. Paolo)
San Paolo, Luglio 2016

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