‘Ecco perché voterò Sì al referendum’: parla il simpatizzante M5S Ivo Bellaccini

Ivo Bellaccini, presidente dell’Associazione Pensionati italiani nella Repubblica Dominicana, è un simpatizzante del Movimento 5 Stelle che però ha deciso di votare Sì al prossimo referendum costituzionale di autunno, contro la linea del partito fondato da Beppe Grillo che voterà No.

Ivo, vuoi spiegare ai lettori di ItaliaChiamaItalia il perché della tua scelta?

“Più passa il tempo più sono convinto di votare Sì. C’è tanta ignoranza in giro. Chi votava No per mandare a casa Renzi ora è libero di votare secondo coscienza perché il premier ha detto di avere sbagliato a personalizzare il referendum e non si dimetterà nemmeno nel caso di vittoria del No. Per cui – prosegue Bellaccini – se qualcuno aveva intenzione di votare No per mandare a casa Renzi, beh, dovrà trovare un’altra motivazione per non appoggiare il referendum”.

Quali sono i punti principali delle riforma che ti spingono a votare Sì?

“Presto detto. La riduzione dei senatori, salteranno 325 poltrone e 325 politicanti dovranno andare a lavorare davvero. Il nuovo Senato sarà composto da 100 persone, tra consiglieri regionali e sindaci, che non avranno stipendio. In più, da italiano nel mondo, guardo positivamente all’eliminazione dei senatori eletti all’estero, anche se io avrei preferito eliminare la circoscrizione estero tutta e votare per posta nel mio ultimo comune di residenza”.

E poi?

“Mi piace la fine del bicameralismo perfetto, così come lo conosciamo oggi. Il Senato non sarà più un doppione della Camera e solo la Camera avrà pieni poteri per legiferare. Così si dimezzano i tempi per la approvazione delle leggi e si dimezzano anche i costi della politica”.

Che altro?

“La limitazione di certe iniziative regionali, tese a dare ai consiglieri regionali indennità e privilegi superiori a quelle dei parlamentari. I consiglieri regionali se vince il Sì non potranno avere stipendi superiori a quello previsto per il sindaco del capoluogo. Inoltre dovranno limitare le aperture di uffici regionali all’estero: pensate che ci sono regioni che hanno aperto uffici persino in Cina, spendendo decine di migliaia di euro dei contribuenti. Esistono altri punti che mi spingono a votare Sì, come per esempio l’abolizione definitiva del Cnel, il più inutile degli enti inutili, ma questi sono quelli principali e che condivido di più”.

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