‘Buona Scuola’, ecco il ddl. Per Giannini ‘novità rilevanti’ (VIDEO)

I numeri precisi non li ha dati, riservandosi di presentarsi prima in Consiglio dei ministri, oggi stesso: un Cdm che ad ogni modo sulla scuola si troverà di fronte un disegno di legge, e non un decreto, perché "questa è la via scelta dal governo, improntata al maggior dialogo possibile". Il disegno di legge sulla ‘Buona Scuola’, spiega dunque il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini nel questione time al Senato poco prima di recarsi a Palazzo Chigi a illustrarlo, presenta comunque "novità rilevanti in materia di autonomia scolastica, finalmente realizzata e non tenuta solo sulla carta, dell’offerta formativa e sul personale docente".

Si tratta, dice orgogliosamente il ministro, di un progetto ambizioso: "si fa riferimento alla possibilità di esaurire gli iscritti alle graduatorie, che sono già diminuiti quest’anno per via del turnover. Intanto è stato confermato il piano assunzionale per il biennio 2015-16, e che rispetta i principi di selezione delle graduatorie e non deriva da alcuno obbligo dato da sentenze europee".

Il disegno di legge sulla ‘Buona Scuola’ comporterà inoltre "la cessazione immediata dei contratti a tempo determinato sopra i 36 mesi e l’attivazione del concorso come unico strumento di accesso. Le risorse a disposizione sono precise, già assegnate in legge di stabilità e constano in 1 miliardo per il corrente anno e tre a regime" e soprattutto "garantirà una autonomia funzionale e organizzativa collegata al potenziamento delle responsabilità del funzionario scolastico e dell’insegnamento. Questo si collega a un piano di valutazione e alla possibilità di scegliere docenti sulla base dei piani formativi su base triennale scelti".

Per quanto riguarda il sistema delle università statali "abbiamo 7,1 miliardi di euro per tutto il sistema, con una quota assegnata al costo standard e una quota premiale sensibilmente elevata, era al 13,5% nel 2013, nel 2014 è passata al 18%. La mia intenzione è di potenziare ulteriormente questo parametro". Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, nel corso del question time al Senato, spiegando che "l’introduzione del costo standard significa avere un dato di riferimento per premiare le università che garantiscono prestazioni efficienti e che hanno servizi strutturali sostenibili". Nel 2014, ha spiegato il ministro "per le università statali la disponibilità delle risorse complessive è aumentata di circa un punto percentuale, è il primo anno che c’è una curva ascendente".

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